Incontro con Carla Nespolo

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Ultimo aggiornamento (Lunedì 18 Aprile 2016 23:28) Scritto da Administrator Venerdì 15 Aprile 2016 00:00

 

Incontro con Carla Nespolo

70° anniversario del voto alle donne

 

Mercoledì 20 aprile alle ore 16.00 nello spazio socie di noiDonne 2005, in via Pr.ssa Jolanda 79, avrà luogo l'incontro con Carla Nespolo, vice presidente ANPI Nazionale promosso da ANPI, SPI-CGIL, ARCI e ISRAL per parlare del voto alle donne. Il 10 marzo 1946 le donne si recavano alle urne per la prima volta.

L'iniziativa ha il patrocinio del Comune di Sassari.

Ringraziamo le associazioni che condividono con noi la sede per la disponibilità ad ospitare l'incontro.
 

 

Che genere di comunicazione

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Ultimo aggiornamento (Martedì 25 Ottobre 2016 22:42) Scritto da Administrator Lunedì 04 Aprile 2016 00:00

 

Che genere di comunicazione

Le parole e il linguaggio dell'informazione


Per dar voce alla prospettiva femminile nei media è necessario cambiare punto di vista ma anche linguaggio. Di questo si parlerà a Sassari il 29 aprile, dalle 16.30 alle 19.30, nell’Aula Lessing del DUMAS - Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali (via Roma, 151), all’incontro dal titolo “Che genere di comunicazione. Le parole e il linguaggio dell’informazione”.

L’iniziativa è promossa dall’associazione noiDonne 2005, in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti della Sardegna e il DUMAS - Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali dell’Università di Sassari.

I lavori saranno aperti da Francesco Birocchi, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Sardegna, Giusi Marrosu, presidente dell’associazione noiDonne 2005, e Gavino Mariotti, direttore del DUMAS - Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali. Interverranno Giuliana Giusti (linguista, Università Ca’ Foscari Venezia), Celestino Tabasso (scrittore e giornalista, L’Unione Sarda), Daniela Scano (giornalista, La Nuova Sardegna). Gli argomenti trattati saranno principalmente: quantità e qualità della rappresentazione delle donne nei media, gli stereotipi di genere, la declinazione femminile dei ruoli e il linguaggio di genere.

E’ prevista l’attribuzione di 5 crediti formativi per le e gli iscritti all’Ordine dei Giornalisti.

Sostengono l’iniziativa, quali partners di noiDonne 2005: Unipol Sai Assicurazioni, 2M Azienda Agricola, M&M Interiors e Casa Ducale B&B.

 

Locandina_Che genere di comunicazione_29.04.2016


 

 

 

E' di nuovo 8 marzo

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Ultimo aggiornamento (Martedì 08 Marzo 2016 20:44) Scritto da Administrator Martedì 08 Marzo 2016 00:00

 

 È di nuovo 8 marzo

 

È di nuovo 8 marzo.
Pensiamo con gratitudine alle nostre Madri Costituenti, 21 donne straordinarie, protagoniste della lotta al nazi-fascismo in Italia, alcune staffette partigiane, molte reduci da prigione e confino.
Vogliamo ricordarle tutte: Adele Bej, Nadia Gallico Spano, Nilde Jotti, Teresa Mattei, Angiola Minella, Rita Montagnana, Teresa Noce, Elettra Pollastrini, Maria Maddalena Rossi, Laura Bianchini, Elisabetta Conci, Filomena Delli Castelli, Maria De Unterrichter Jervolino, Maria Federici, Angela Gotelli, Angela Guidi Cingolani, Maria Nicotra, Vittoria Titomanlio, Angelina Merlin, Bianca Bianchi, Ottavia Penna Buscemi.
Furono elette il 2 giugno 1946 all'Assemblea Costituente.
Nel 1946 le donne italiane infatti conquistarono il diritto di voto.
E si recarono alle urne per la prima volta il 2 giugno.
70 anni, tempo breve per la democrazia.
L'immagine di alcune di loro riaffiora con struggente commozione.
Teresa Noce, torinese, nata nel 1900, poverissima, autodidatta, antifascista, fu deportata, prima nel lager di Ravensbruck, poi in Cecoslovacchia dove, a Holleischen, le toccarono i lavori forzati in una fabbrica di munizioni. Sarà lei a proporre quella che, nell'agosto 1950, diventerà la legge per la "Tutele fisica ed economica delle lavoratrici madri", la base della successiva legislazione sul lavoro femminile.
Nadia Gallico Spano, nata a Tunisi il 2 giugno del 1916, proprio nel giorno del suo trentesimo compleanno sarebbe stata eletta all'Assemblea Costituente. Fu tra le fondatrici dell’Unione Donne Italiane (UDI), presieduta fino al 1958, e del settimanale Noi Donne, che diresse fino al 1945. Dichiarò in un'intervista: “Pesavamo ogni parola, ogni virgola perché quello che stavamo scrivendo doveva servire anche per il futuro. E sapevamo che per noi donne era un’occasione da non perdere”.
Teresa Mattei, genovese, nata nel 1921, comunista, partigiana, la più giovane - aveva solo 25 anni - è colei cui dobbiamo il simbolo della festa delle donne: "Scegliamo un fiore povero, facile da trovare nelle campagne" suggerì a Luigi Longo, in un lontano 8 marzo. Ma sempre a lei dobbiamo il prezioso comma dell'art 3 della Costituzione che recita: "È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana..."

Pensiamo anche a tutto ciò che abbiamo condiviso noi, in 10 anni di vita associativa: le gioie, le difficoltà, l'entusiasmo, lo sconforto, le conquiste, i passi indietro, le speranze che ci hanno accompagnate. Il percorso di un'associazione è sempre impegnativo. Il nostro è stato contraddistinto da molta generosità - di questo dobbiamo essere orgogliose e grate - e da un'incessante desiderio di crescita, che ci ha portato a confrontarci e collaborare con tante altre donne e realtà associative, nella consapevolezza che solo insieme si colgono gli obiettivi che ci siamo date.
 
Ostacoli - quelli di cui parla l'articolo 3 della Costituzione - ce ne sono ancora.
Ma continuiamo a lottare per superarli. Oggi come domani.
Buon 8 marzo a noi e a tutte le donne, sorelle e compagne di strada.
 
 
Sassari, 8 marzo 2016

 

   

No al Codice Bianco Rosa - Appello

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Ultimo aggiornamento (Giovedì 17 Dicembre 2015 00:58) Scritto da Administrator Mercoledì 16 Dicembre 2015 00:00

 

No al Codice Bianco Rosa

Il Pronto Soccorso si trasforma

in trappola per le donne maltrattate

 

Appello alle e ai parlamentari della Sardegna

 

L’associazione noiDonne 2005 sottoscrive e rilancia in Sardegna l’appello per il ritiro dell’emendamento Giuliani, lanciato da Rete dei Centri Antiviolenza D.i.Re, Telefono Rosa, Unione Donne Italiane, Libera Università delle Donne di Milano, Ferite a Morte, Fondazione Pangea, Pari o Dispare e molte altre associazioni in Italia, rivolgendosi in particolare alle e ai parlamentari dell’isola, perché lo contrastino con decisione.

L’emendamento detto “Codice Bianco Rosa” n. 1.131 al ddl Atto della camera n. 3444 cd. Legge di Stabilità a firma Giuliani, Verini, Ferranti, Ermini, Gribaudo, Tartaglione, Bazoli, Amoddio, Mattiello, Zan, Campana, Guerini, Morani, Rostan, Pini, Locatelli, Galgano, Milanato, Polverini, D.Bianchi, rappresenta un attacco alla libertà e alla sicurezza delle donne, alla cultura e alla consapevolezza che le associazioni femminili e femministe hanno costruito in Italia. Il cosiddetto “percorso tutela vittime di violenza” assimila la violenza maschile, che colpisce una donna su tre e spesso con esiti fatali, a qualunque altra violenza su soggetti per giunta definiti “vulnerabili”: anziani, bambini, portatori di handicap e omosessuali. Configura un percorso obbligatorio e a senso unico: la donna che si rivolge al Pronto Soccorso sarebbe automaticamente costretta in un tracciato rigido, senza poter decidere autonomamente come agire per uscire dalla violenza, e si troverebbe di fronte  un magistrato o a un rappresentante della polizia giudiziaria prima ancora di poter parlare con una operatrice di un Centro Antiviolenza che la ascolti e la sostenga nelle sue libere decisioni. L’emendamento mette in pericolo l’incolumità fisica e psichica delle donne che subiscono violenza maschile, e rischia di compromettere l’emersione del fenomeno. Infatti, se l’emendamento fosse approvato, una donna picchiata avrebbe timore di rivolgersi al Pronto Soccorso, sapendo che la sua richiesta di aiuto e di prestazioni sanitarie si tradurrebbe automaticamente in una azione di polizia e poi giudiziaria. Chi garantirebbe l’incolumità fisica della donna dopo la visita al Pronto Soccorso? Una delle ragioni per cui le donne stentano a chiedere aiuto e a denunciare è proprio che hanno paura di essere uccise dal maltrattante se lo fanno. I Centri Antiviolenza, che hanno venticinque anni di esperienza nell’affrontare quotidianamente la violenza contro le donne, sono completamente cancellati dall’emendamento. La violenza maschile contro le donne viene considerata un problema sanitario e di ordine pubblico e sicurezza, invece di essere affrontata come fenomeno strutturale e complesso di ordine politico, sociale e culturale. L’emendamento è in aperta contraddizione con la Convenzione di Istanbul (che è stata sottoscritta dall’Italia, è giuridicamente vincolante dall’agosto 2014 e prevede un sistema di supporto integrato tra i diversi attori territoriali, a iniziare dai Centri Antiviolenza), la vigente legge 119/13, il pur discutibile Piano Nazionale Antiviolenza appena firmato dal Governo, le leggi Regionali in materia; inoltre annulla il ruolo fondamentale del Dipartimento delle Pari Opportunità previsto dalla legge. Per tutte queste ragioni se ne richiede il contrasto e l’immediato ritiro.

Appello ed elenco dei soggetti firmatari su:

http://www.direcontrolaviolenza.it/il-pronto-soccorso-si-trasforma-in-trappola-per-le-donne-maltrattate/ 

Sassari, 17 dicembre 2015

 

Rinnovo degli organismi dell'associazione

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Ultimo aggiornamento (Giovedì 17 Dicembre 2015 01:00) Scritto da Administrator Sabato 05 Dicembre 2015 00:00

 

Rinnovo degli organismi dell'associazione 

La nuova presidente è Giusi Marrosu

 

L'associazione comunica con grande gioia il rinnovo dei suoi organismi direttivi, avvenuto nel corso dell'Assemblea Ordinaria delle socie tenutasi il 4 dicembre 2015.
Il nuovo Ufficio di Presidenza è così composto: Giusi Marrosu presidente, Maria Francesca Fantato vice presidente, Simona Monetti tesoriera, Franca Sabino segretaria, Michela Pilicchi consigliera. Il Collegio delle Sindache Revisore è invece costituito da: Antonella Pinna presidente, Letizia Tedde e Chiara Furlanetto componenti.
Un ringraziamento sentito va tutte le socie che hanno partecipato a questo importante momento e a quante negli anni hanno reso prima possibile, poi sempre più qualificato, l'impegno dell'associazione nell'ambito delle politiche di genere.
noiDonne 2005 è al traguardo dei dieci anni ininterrotti di attività: questo è un risultato non scontato né facile, da festeggiare con orgoglio. Non mancano e non mancheranno le battaglie sulle quali impegnarsi ancora, a livello locale come sul piano nazionale, nel campo culturale come in quello più squisitamente politico.
 
"La forza delle donne coincide con un progetto di libertà che non si dà mai una volta per tutte. Noi lo sappiamo bene. Auguri di buon lavoro a tutte le delegate, nuove o riconfermate, in particolare alla presidente Giusi Marrosu.
E per concludere, un pensiero colmo di gratitudine per ciascuna delle socie passate, presenti e future: grazie a te, amica, siamo state, siamo e saremo le donne che volevamo diventare."
 
Sassari, 5 dicembre 2015
   

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