Camera: mozioni sulla lotta alla violenza di genere

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Camera: mozioni sulla lotta alla violenza di genere
di Elisa Mabrito

 

La violenza sulle donne, in particolare nelle comunita' musulmane in Italia, e' oggetto di diverse mozioni presentate oggi alla Camera dei deputati. Nelle mozioni dei gruppi di opposizione si parla esclusivamente o quasi esclusivamente della violenza sulle donne islamiche in base a precetti religiosi, in quelle dei gruppi di maggioranza si ricorda che la violenza di genere, e domestica in particolare, e' purtroppo diffusa in tutto il mondo, con motivazioni diverse ma con lo stesso esito, e non risparmia le Italiane vittime di Italiani. Anche queste mozioni dedicano comunque un capitolo alle immigrate, dopo alcuni recenti episodi che hanno scosso l'opinione pubblica.

Fra le richieste al governo da parte di chi incentra la sua mozione sulla situazione delle donne islamiche ci sono la promozione di iniziative, anche legislative, volte a tutelare ed a garantire sul territorio nazionale il rispetto dei diritti umani e civili delle donne extracomunitarie presenti in Italia, in particolar modo attraverso la promozione di un programma di educazione e formazione ai diritti umani per tutti gli ordini di scuole e la promozione del miglioramento delle condizioni di vita delle donne extracomunitarie, attraverso specifici corsi di alfabetizzazione in italiano, programmi di inserimento nel mondo lavorativo ed imprenditoriale, oltre a specifiche campagne di sensibilizzazione che permettano alle donne interessate di conoscere i propri diritti e i possibili strumenti di autotutela.

Inoltre si chiede all'esecutivo di istituire un telefono multilingue che renda più agevole alle donne extracomunitarie denunciare la propria condizione di disagio sociale, fisico, psichico, lanciare iniziative pubbliche di sensibilizzazione e realizzare una rete di centri d'ascolto per le donne che vivono tali realtà di sopraffazione e violenza.

In piu' di una mozione si chiede di inserire nel prossimo ordine del giorno dedicato agli incontri con la Consulta islamica la discussione di questa problematica e, di conseguenza, di sollecitare la redazione di un documento ufficiale che condanni in modo inequivocabile la poligamia e tutte le violazioni della libertà individuale della donna in nome di precetti dogmatici religiosi; di escludere dalla Consulta islamica e a monitorare l'attività di tutte quelle associazioni di rappresentanza che pongano in essere comportamenti contrari ai principi dell'ordinamento giuridico italiano, in generale, e della condizione della donna extracomunitaria, in particolare; di adottare ogni utile iniziativa volta ad eliminare ogni ostacolo all'integrazione delle donne immigrate nella società italiana, a tutelarne i diritti umani e civili e a favorirne l'emancipazione; di adottare i necessari provvedimenti atti a tutelare le donne immigrate musulmane da ogni forma di violenza e discriminazione, sia in seno alla famiglia, sia all'interno delle loro comunità.

Nelle mozioni sulla violenza di genere in generale vi sono le seguenti richieste al governo: aderire con convinzione, con strumenti ed interventi concreti, alla campagna europea contro la violenza sulle donne del 2007 o a realizzare compiutamente quanto previsto dalla raccomandazione europea del 2002; nell'ambito dell'anno europeo delle pari opportunità, porre in essere misure che abbiano come finalità il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro e di partecipazione alla vita sociale delle donne, ivi incluse quelle immigrate; sviluppare e pubblicare un «piano nazionale d'intervento» di lungo periodo che sia strutturato secondo un «approccio olistico», coinvolgendo le realtà o le strutture che da anni si occupano di queste tematiche, e ad istituire un organo che ne coordini l'esecuzione.

Si propone inoltre di impegnare il governo a realizzare una campagna capillare di informazione sulle tematiche di genere, riconoscendo la violenza contro le donne come violenza di genere e promuovendo nelle scuole una campagna tesa a valorizzare le differenze e promuovere la parità di trattamento; favorire la costituzione di un codice di condotta e regolamentazione dei media in materia di violenza, sessismo o razzismo; rendere accessibili i dati europei sulla violenza contro le donne, nonché tradurre e rendere disponibili i principali atti europei in materia, le risoluzioni, le raccomandazioni agli Stati; creare le condizioni necessarie affinché possano essere eliminate le carenze ed inadempienze evidenziate dal comitato Cedaw in questi anni; lanciare iniziative pubbliche di sensibilizzazione e ad istituire una rete di centri d'ascolto per le donne che vivono in realtà di sopraffazione e violenza.

Si chiede inoltre di porre in essere le necessarie misure atte ad eliminare la discriminazione nei confronti delle donne migranti ed eliminare ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne, promuovendo iniziative in tal senso anche da parte degli organi di rappresentanza dei cittadini immigrati nel nostro Paese; promuovere un programma di educazione e formazione ai diritti umani per tutti gli ordini di scuole; ad avviare un tavolo che veda coinvolti, oltre alla Consulta islamica e le associazioni di rappresentanza delle principali comunità presenti sul territorio nazionale, anche le associazioni femminili che ad esse si riferiscono; adottare tutte le necessarie iniziative per assicurare il pieno rispetto della libertà religiosa di tutte le confessioni presenti sul territorio italiano.

Articolo tratto da:

www.osservatoriosullalegalita.org