Jezabel

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di Irène Némirovsky
traduzione di Laura Frausin Guarino
edito da Adelphi, 2007 (1936, Édition Albin Michel S.A. Paris)
194 pg. 16,50 €

 

Irène Némirovsky

L'autrice
 
Nata a Kiev nel 1903, figlia di un banchiere ebreo, visse a San Pietroburgo fino al ’18. In seguito alla rivoluzione russa, con la sua famiglia si trasferì in Finlandia dove trascorse un anno prima di stabilirsi a Parigi. Qui frequentò la Sorbona e cominciò a scrivere all’età di 18 anni. Nel 1926 sposò un banchiere e diede la luce a due bambine. Arrestata e deportata ad Auschwitz nel luglio del ’42, è morta un mese dopo di tifo. Ha scritto numerosi lavori, 15 pubblicati durante la sua vita, fra cui Jezabel, e sette postumi. Per chi volesse avere maggiori notizie sulla sua vita e sulle altre opere:
 
 
 
 
 
Il libro

Una donna entrò nella gabbia degli imputati. Nonostante il pallore, nonostante l’aria stanca e stravolta, era ancora bella....comincia così il romanzo di una donna, Gladys Eysenach, accusata di omicidio e paragonata dalla sua vittima a Jezabel, la perfida regina d’Israele.

Gladys di fronte alla Corte è una donna ancora bella: il tempo l’aveva sfiorata a malincuore, con mano cauta e gentile, alterando appena le linee di un volto in cui ogni tratto sembrava amorevolmente modellato, accarezzato con tenerezza.

E’ questa straordinaria bellezza la condanna della vita della protagonista del romanzo. Una bellezza della quale rimane prigioniera, perché Gladys era circondata da uomini innamorati. A giuramenti, suppliche, lacrime era assuefatta come l’alcolizzato lo è al vino; non le bastavano mai, ma il loro dolce veleno le era necessario come l’unico alimento che potesse tenerla in vita.(....) Quando i suoi pensieri correvano alla vecchiaia, questa le sembrava così lontana che la guardava in faccia senza tremare.....ma il tempo passa e la tragedia della sua vita si consumerà nella negazione della possibilità della vecchiaia.

 

Il mio commento

In un momento in cui è solo l’immagine la parte interessante di una donna, questo libro offre spunti di riflessione e di discussione interessantissimi.

La prosa è lineare, le parole scelte con cura, l’intreccio ben congegnato. Avvincente, più che nella trama degli avvenimenti, in quella psicologica: si segue la protagonista nelle sue scelte scellerate temendo che le faccia e sapendo che le farà.

L’ho letto in due giorni d’agosto e in un momento della mia vita in cui il passaggio dal volto senza rughe a quello “più espressivo” è ormai quasi compiuto. Come tutte le donne ho avuto momenti più o meno consci di timore e di dispiacere per la bellezza che svanisce. Ma la quantità di cose a cui sono legata ha reso quei momenti sporadici e tutto sommato leggeri. Insomma, con questo libro l’autrice mi ha aiutata a sentirmi intelligente (!) ma mi ha indotto ad amare riflessioni sul tempo che vivo.....

 
Consiglio questo libro e mi piacerebbe avere commenti da scambiare sia con le mie coetanee che con le donne più giovani, sia attraverso il sito che, spero, dal vivo.

Anna Lacci

 

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