Violenza, bando per progetti di prevenzione e contrasto

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 284 del 6 dicembre 2007 l'Avviso relativo al finanziamento di progetti finalizzati a rafforzare prevenzione e al contrasto della violenza di genere.

L’obiettivo prioritario dell' avviso pubblico è di incentivare un approccio programmato e di sistema nel settore della prevenzione e del contrasto di tutte le forme di violenza sessuale e di genere e della tutela e reinserimento delle vittime.Saranno finanziate azioni volte a progettare e/o sviluppare reti territoriali fra vari attori pubblici e privati per la definizione di strategie, azioni ed interventi integrati, pluridisciplinari e inter-settoriali, in materia di contrasto, di prevenzione della violenza e di protezione e reinserimento delle vittime.

In particolare nelle azioni dovranno essere coinvolti soggetti pubblici e del privato sociale, quali ad es. servizi sanitari, servizi sociali; forze dell’ordine; servizi educativi, consulenti legali e psicologici, associazioni del privato sociale, ecc., al fine di consentire la creazione e/o sviluppo-qualificazione di
reti sostenibili di prevenzione e contrasto a tutte le forme di violenze di genere sulle donne, i minori, le persone di diverso orientamento sessuale, tenendo conto delle categorie particolarmente vulnerabili quali i disabili, anziane, migranti e donne appartenenti a minoranze etniche, ecc.
I progetti proposti devono avere valenza territoriale intercomunale, o comunale nei soli casi di capoluoghi di provincia, e/o interprovinciale e/o interregionale. Saranno considerati prioritari gli interventi che coinvolgono più ambiti e più livelli territoriali.
Le proposte progettuali devono essere caratterizzate dalla innovatività, sperimentalità e trasversalità settoriale ed avere caratteristiche di trasferibilità in territori e contesti diversi.
Gli Obiettivi specifici e azioni ammissibili sono:
1. Scambio e trasferibilità delle buone prassi: rafforzare le capacità territoriali attraverso la rilevazione, l’analisi,la valutazione e lo scambio delle esperienze e delle buone prassi esistenti in Italia ed in Europa con particolare attenzione alla violenza in ambito famigliare e nelle relazioni affettive;
2. Preparare e adattare i ruoli e le persone: sviluppare e sperimentare strumenti
metodologici, formativi e valutativi innovativi per sostenere e sviluppare una rete di attori territoriali di varie culture organizzative e professionali al fine dell’elaborazione di obiettivi, strategie e metodologie di lavoro condivise per la prevenzione della violenza di genere e la tutela delle vittime;
3. Preparare e adattare le organizzazioni: sviluppare e sperimentare standard e procedure per i processi inter-organizzativi e inter-settoriali indispensabili per il governo della rete considerando le varie fasi dell’intervento, i diversi destinatari e beneficiari nonché le multiple interazioni delle varie competenze in campo a livello regionale e/o provinciale e/o locale;
4. Comprendere ed approfondire per intervenire: Sensibilizzare, informare e specializzare i vari attori territoriali coinvolti attraverso giornate di studio e seminari di approfondimento per affrontare le complessità del fenomeno della violenza di genere e la complessità delle azioni di contrasto e di protezione, le buone prassi in Italia e all’estero, i sistemi di protezione esistenti in Europa ed in Italia coinvolgendo esperti e consulenti di varie discipline. Particolare attenzione dovrà essere data alle forme di violenza meno visibili:
come la violenza in ambito familiare, gli abusi sessuali sui minori, la violenza nelle relazioni affettive compreso lo stalking, le violenze psicologiche e fisiche rivolte a migranti e a donne appartenenti alle minoranze etniche e culturali (matrimoni forzati, mutilazioni, ricatti e minacce), le violenze subite dalle donne anziane, dalle persone di diverso orientamento sessuale e infine dalle disabili e malate croniche;
5. Monitorare e valutare l’impatto e i risultati: sviluppare e sperimentare procedure unificate e standardizzate per il monitoraggio e la valutazione in itinere e finale dei programmi di tutela e protezione delle vittime adulte e minorenni (accoglienza, consulenza psicologica, assistenza legale, assistenza sanitaria e sociale, assistenza per la fase processuale, ecc) e
di reinserimento economico e sociale, già attivi sul territorio.
I progetti proposti devono comprendere minimo 2 e massimo 3 delle azioni sopraelencate. I progetti dovranno prevedere un comitato di pilotaggio costituito da consulenti ed esperti esterni alle organizzazioni proponenti che avrà i compiti di discutere, concordare ed approvare il programmatecnico, proporre eventualmente contenuti specifici, monitorare e approvare la realizzazione delle varie fasi di implementazione del progetto.


L'ammontare delle risorse destinate ai progetti di cui al presente avviso è di 2.150.000 euro a valere sul «Fondo nazionale contro la violenza sessuale e di genere», istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per i diritti e le pari opportunità, ai sensi dell’art. 1, comma 1261 della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
Il contributo per ogni progetto proposto non può superare 150.000 euro.
Il contributo potrà coprire le spese fino al 80% del costo totale del progetto. Il proponente, pertanto, dovrà garantire un cofinanziamento almeno pari al 20% del totale.

I soggetti proponenti dovranno presentare i loro progetti in forma associata (ATI/ATS, consorzi ecc…) tra una pluralità di attori delle istituzioni pubbliche e private competenti in materia, fermo restando che sarà considerato soggetto proponente e, in quanto tale, responsabile nei confronti dell’amministrazione, della realizzazione dell’intero progetto, l’ente individuato, dai componenti il
partenariato, quale soggetto capofila.
Non saranno ammessi proponenti con un partenariato che non comprende almeno 2 enti pubblici e 2 organismi del privato sociale.
La realizzazione delle attività progettuali dovrà essere svolta necessariamente dal soggetto proponente capofila e dai suoi partners, non essendo ammesso l’affidamento a soggetti terzi delle attività medesime. Una deroga a tale divieto sarà possibile solo in relazione a consulenti esterni esperti e contributi specialistici per i quali l’ente non dispone di professionalità interne adeguate e dovranno essere descritti nella scheda di progetto ai fini della valutazione dell’ammissibilità. Ogni soggetto, sia in qualità di capofila che di partner, potrà presentare un solo progetto.

[PDF]

Bando_Violenza 1

 

28/02/2008
Fonte
Ministero delle Pari Opportunità
http://www.pariopportunita.gov.it