Della doppia preferenza non si può fare a meno

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“Della doppia preferenza di genere non si può fare a meno”

 

Nuovo appello di noiDonne 2005

per la modifica della legge elettorale sarda

 

“Della doppia preferenza di genere non si può fare a meno”: è questo il messaggio che l’associazione noiDonne 2005 vuole rilanciare oggi, in occasione della mobilitazione promossa in contemporanea a Cagliari e a Sassari dalla rete Heminas, cui ha aderito. “E’ importante sottolineare – spiegano le attiviste – che la doppia preferenza di genere non prefigura il risultato elettorale, e non attribuisce a chi si candida, uomo o donna, maggiori opportunità di successo elettorale. Chi vota può scegliere se avvalersi o meno della possibilità di attribuire due preferenze, di genere diverso in tal caso”. La necessità è quella di rimanere all’interno dei confini che la giurisprudenza costituzionale, da anni, ha indicato: non incidere sulla libertà di voto degli elettori e delle elettrici e sulla parità di chances delle liste e di chi si candida. “La vigente legge elettorale in Sardegna non contiene la previsione della doppia preferenza di genere e – sottolineano amaramente – questo ha contribuito in modo determinante a eleggere un’assemblea nella quale sono solo 4 le donne elette a fronte di un Consiglio regionale di 60 componenti. Non basta il vincolo di attribuzione a ciascun genere di non meno di 1/3 delle candidature, nella presentazione delle liste. Lo abbiamo denunciato insieme alla rete di associazioni dell’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria di cui facciamo parte a livello nazionale.” Il Consiglio regionale, a scrutinio segreto e per ben due volte nel 2013, aveva bocciato la doppia preferenza di genere. Il modello è  quello della legge elettorale campana e della legge n.215 del 2012, che ha introdotto la doppia preferenza con riferimento all’accesso alle cariche elettive dei comuni e delle province a livello nazionale, determinando un’ampia presenza di donne in tutte le assemblee. “E’ il solo meccanismo che rende possibile il riequilibrio, non lo impone, che ha carattere promozionale, non coattivo: dove è adottato sappiamo che funziona. Il tema della democrazia paritaria non è più eludibile – concludono – e una legge elettorale che non ne tiene conto va incontro, come dimostra la mobilitazione di oggi, a una decisa opposizione della società civile, con le donne in prima fila.”
 
Sassari, 27 aprile 2017