Legge elettorale sarda. L'azione legale delle associazioni femminili

Ultimo aggiornamento (Sabato 29 Novembre 2014 18:39) Scritto da Administrator Venerdì 28 Novembre 2014 00:00

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Legge elettorale sarda

L’azione legale delle associazioni femminili:

udienza presso il Tribunale civile di Cagliari tra 10 giorni

 

La questione di costituzionalità della legge elettorale sarda è stata posta dinnanzi al giudice ordinario: l’udienza è fissata presso il Tribunale civile di Cagliari per il 10 dicembre prossimo.

A promuovere l’azione legale sono le associazioni “noiDonne 2005” di Sassari e “Se Non Ora, Quando?” di Cagliari, insieme a Simonetta Sotgiu, presidente dell’associazione “Alma Cappiello”, ispiratrice del ricorso, cui si è aggiunto un gruppo di singole elettrici. Il ricorso è curato dalle Avvocate Gioia Vaccari, di Roma, e Silvana Congiu, di Cagliari.

La vigente legge elettorale, come denunciato dalle stesse associazioni in precedenza, non promuove la concreta parità di genere né questa è assicurata dal vincolo di attribuzione a ciascun genere di non meno di 1/3 delle candidature, nella presentazione delle liste circoscrizionali. Come è noto in Consiglio regionale, a scrutinio segreto e per ben due volte, era stata impedita la discussione dell’emendamento che prevedeva la doppia preferenza di genere sul modello della legge elettorale campana e della legge n.215 del 2012, che ha introdotto il meccanismo con riferimento all’accesso alle cariche elettive dei comuni e delle province a livello nazionale.

L’azione legale promossa dinnanzi al giudice ordinario dalle associazioni femminili non vuole destabilizzare l'attuale compagine governativa regionale (come altri ricorsi proposi e, finora, rigettati) ma spingerla a un ripensamento.

L’obiettivo è quello di sollevare la questione di costituzionalità nei confronti della legge elettorale della Regione Sardegna e vedere riconosciuta la violazione degli artt. 51 e 117 della Costituzione, dando operatività al principio formale di eguaglianza già sancito dall’art. 3 della Carta, come affermato dalla sentenza della Corte Costituzionale n.4 del 2010 e dalla legge n.215 del 2012.

Una sentenza in tal senso obbligherebbe l’attuale Consiglio regionale a rimettere mano alla legge e garantire finalmente il rispetto del principio della parità di genere nell’elezione dell’assemblea elettiva della regione Sardegna.

 

 

Sassari, 29 novembre 2014